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16 maggio 2009
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GUZZETTA: PER DI PIETRO STRASBURGO VAL BENE UNA MESSA. E SE IN ITALIA CI FOSSE OBAMA CALDEROLI RICATTEREBBE ANCHE LUI.

La coerenza non è un valore per l'Italia dei Valori.

La Lega parassita della democrazia, conosce soltanto il ricatto.
Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore dei referendum, ad Antonio Di Pietro:

"Quando Di Pietro e l'italia dei valori dissero sì al referendum compirono un atto di coraggio. Pensarono all'interesse generale più che al proprio tornaconto di partito, e lo dissero pure. Quella era una notizia: oggi il voltafaccia con cui si sceglie il no, non è una notizia. Cancella quel coraggio sostituendolo con l'opportunismo. E' un male comune della politica italiana, nulla di nuovo sotto il sole.
Lo stesso Di Pietro che al tempo della raccolta delle firme dichiarava orgogliosamente: "per noi la partecipazione al referendum significa mettere in gioco la nostra stessa esistenza. Noi vogliamo tirarci fuori dalla logica dell'interdizione", "vogliamo un sistema bipolare vero: con due blocchi...". Evidentemente la coerenza non è un valore per l'Italia dei valori. Nessuno può onestamente credere che un giurista come Di Pietro non sapesse che cosa stesse firmando quando aderì al referendum e raccolse le firme insieme a noi.
E' già grave imbrogliare gli elettori, ma è ancora più grave se lo fa chi dice di volersi scagliare contro ogni illegalità. Di Pietro sa bene che Berlusconi può andare da solo senza la Lega già con la legge vigente. Lo sapeva anche quando raccolse le firme e Forza Italia era già il primo partito in Italia. Dunque mente sapendo di mentire. Se Di Pietro avesse veramente l'ambizione di creare un grande soggetto alternativo al centrodestra dovrebbe sostenere il referendum oggi più di ieri, visto che il centrosinistra continua nell'autolesionismo masochista della frammentazione e della divisione al suo interno. Ma evidentemente la sua non è una mentalità di governo, ma soltanto il tentativo di perseguire un orticello politico da coltivare gelosamente con un po' di opposizione
demagogica. Noi rimaniamo coerenti con l'obiettivo del bipartitismo e del cambiamento.
E soprattutto noi rimaniamo fedeli agli impegni presi con le 820.916 persone che hanno sottoscritto i quesiti, invece Di Pietro si è evidentemente pentito. Ma, si capisce, in periodo di elezioni, Strasburgo val bene una messa".




Arrivano poi le dichiarazioni del ministro Calderoli, il quale si dice convinto che Silvio Berlusconi non rischierà la crisi di governo scendendo in campo per il sì al referendum elettorale. Commento di Guzzetta:<BR>
"Calderoli fa l'ennesima minaccia di far cadere il governo se Berlusconi sosterrà il nostro referendum. Se in Italia ci fosse Obama la Lega ricatterebbe pure lui. Per questo vogliamo il bipartitismo. I dirigenti della lega sono spregiudicati come il peggio della prima repubblica: Calderoli dice che Berlusconi col referendum rappresenterebbe un pericolo per la democrazia e intanto ci governa insieme.
E' la solita Lega opportunista che sta con chi gli conviene, ma è sempre pronta al ribaltone. Sono dei parassiti della democrazia e conoscono soltanto il ricatto".
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