10-02-12 Legge elettorale, spunta la mozione Pd, Pdl, Terzo Polo - di Celestina Dominelli, Il Sole24Ore
Per una nuova legge elettorale
Agi – L. elettorale: Parisi, ora resta gravissimo vuoto politico
24 gennaio 2012
24 gennaio 2012
(AGI) – Roma, 24 gen. – “Per quanto opinabile, una sentenza e’ una sentenza e come tale va rispettata. Il sentimento che ci chiama a rispettarla e’ peraltro lo stesso che ci ha indotto a indirizzare nel solco delle regole la rabbia per il furto di democrazia perpretato dalla attuale legge elettorale. I giudici ci dicono che non e’ questa la strada. Ne prendiamo atto. La loro risposta non cambia purtroppo di una virgola la forza della domanda”. E’ quanto afferma in una nota Arturo Parisi, tra i prmotori del referendum ‘antiporcellum’. “E questa domanda resta purtroppo insoddisfatta. I giudici ci dicono che se i nostri quesiti fossero stati accolti si sarebbe creato sul piano formale un vuoto normativo. Nessuno puo’ tuttavia ignorare che resta nel nostro sistema un vuoto sostanziale non meno grave e preoccupante, un vuoto etico e politico, il vuoto determinato dalla distanza cresciuta oltre misura tra il potere nelle mani dei capipartito e la legittimita’ che viene ad essi riconosciuta dai cittadini. Se, per prepotenza o impotenza, i capipartito non si applicano a colmare questo vuoto politico prima che sia troppo tardi, in questa voragine finiranno per precipitare e assieme ad essi la nostra democrazia”. (AGI)
Le ragioni giuridiche e politiche dei referendum elettorali
di Andrea Morrone * – MicroMega 31 gennaio 2012
di Andrea Morrone * – MicroMega 31 gennaio 2012
Sostiene Domenico Gallo, in un articolosu micromega.net, che la decisione di inammissibilità dei due quesiti promossi dal Comitato referendario per i collegi uninominali era scontata “fin dall’inizio”, perché “l’abrogazione di una norma non può comportare la reviviscenza di una norma in precedenza cancellata dalla norma abrogata, altrimenti abolendo l’ergastolo si farebbe rivivere la pena di morte”. Diversamente il referendum da abrogativo diventerebbe “propositivo”, cosa che nella Costituzione “non è contemplata”.Sostiene ancora Gallo che i promotori, ai quali concede di non essere “degli sprovveduti”, “erano perfettamente coscienti che i quesiti erano inammissibili, salvo un imprevedibile mutamento di rotta della Corte Costituzionale”. Si chiede Gallo, allora, il perché di una tale iniziativa, rispondendo, con sicurezza davvero sorprendente, che il “vero obiettivo degli ispiratori del referendum Parisi non era quello di modificare la normativa elettorale vigente attraverso il referendum, bensì quello di scongiurare che la legge Calderoli venisse modificata dal referendum proposto dal Comitato presieduto dal prof. Passigli”.
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